Gun Shot Residue


I residui dello sparo possono essere di natura organica (derivati dalla combustione della carica di lancio) o di natura inorganica (derivati dalla combustione della carica d’innesco). Una volta come carica di lancio veniva utilizzata la polvere nera, costituita da nitrato di potassio, carbone e zolfo, adesso invece viene utilizzata la polvere senza fumo composta da nitrocellulosa, nitroglicerina e alcuni additivi (stabilizzanti, collanti e plasticizzanti).

I residui inorganici della carica di innesco più frequentemente rilasciati a seguito di uno sparo sono lo stifnato di piombo, il nitrato di bario e il solfuro di antimonio.

Fondamentale è la modalità di repertamento dei GSR, dalla quale dipende la validità o meno dei risultati delle analisi: la contaminazione accidentale può portare a dei falsi positivi, come un prelievo non eseguito correttamente può comportare un falso negativo.

I prelievi vengono effettuati utilizzando degli stub: supporti in alluminio su cui è depositato un sottile nastro biadesivo. La DBS ha creato un protocollo da seguire scrupolosamente in cui sono state inserite le modalità migliori per effettuare i prelievi.

Successivamente le analisi degli stub vengono effettuate mediante l’utilizzo del microscopio elettronico a scansione, abbinato ad un sistema per la microanalisi a raggi X (SEM-EDX).

I residui possono essere caratteristici dello sparo (quindi composti da piombo, bario, antimonio e altri elementi in tracce), oppure consistenti con lo sparo (particelle prodotte durante lo sparo, ma che possono avere anche origine ambientale).

Per individuare la natura delle particelle si deve prestare attenzione alla quantità dei singoli elementi presenti (desumibile dallo spettro), alla loro distribuzione e alla forma della particella.

 

 

 

 

 

Per cercare di ridurre le incertezze sull’origine delle particelle in esame, sarebbe opportuno confrontare i residui prelevati su indumenti e persone con quelli prelevati dall’arma e/o dal bossolo per verificarne la medesima natura. Questo però risulta utile nei casi in cui nelle munizioni siano presenti elementi che non sono confondibili con quelli legati alla contaminazione ambientale.

L'esito delle analisi è da considerarsi positivo quando vengono individuate almeno 3 particelle caratteristiche (piombo, bario e antimonio) su un civile, mentre nel caso di un militare se ne devono individuare almeno 4.