Bloodstain Pattern Analysis

Per ricostruire la presunta dinamica delle varie fasi di un evento delittuoso è necessario considerare tutti gli elementi oggettivi desumibili dalla scena del crimine; elementi molto significativi possono emergere dallo studio delle tracce ematiche con particolare riferimento alla loro morfologia ed alla loro dislocazione sul teatro delittuoso.

Questa branca delle scienze forensi è nota come Bloodstain Pattern Analysis (B.P.A.) e studia i vari meccanismi fisici con cui si producono le macchie di sangue (traiettorie, proiezioni, gocciolamenti, strofinii, lavaggi, ecc...). Il loro studio infatti può fornire indicazioni preziose per la ricostruzione della dinamica dei fatti.

La B.P.A. coinvolge differenti scienze, quali la biologia per l'attribuzione genotipica delle tracce di sangue, la fisica per la determinazione delle forze in gioco (viscosità, tensione superficiale, coesione interna, forza di gravità, forza centrifuga, ecc...) e per le proprietà fisiche del sangue (dinamica dei fluidi), la matematica per le rappresentazioni dei modelli fisici che descrivono i vari meccanismi di formazione delle macchie ematiche, la chimica per le proprietà chimiche del sangue e per i metodi di rivelazione delle tracce latenti.

La B.P.A. è una scienza, perché i modelli teorici che vengono studiati per spiegare i meccanismi di formazione delle varie tracce ematiche subiscono il vaglio della sperimentazione scientifica. Infatti secondo la metodica della B.P.A. un modello è valido, quando è possibile simularlo e riprodurre sperimentalmente il pattern osservato (metodo scientifico).

In base alle forze che li producono i bloodstain paterns si possono classificare in

  • passive quando le uniche forze che agiscono sono la gravità e l'attrito;
  • spatter quando agiscono anche forze esterne;
  • altered quando si verifica un'alterazione fisica o fisiologica del sangue.

 

Nel caso in cui le tracce ematiche siano state generate da un meccanismo di proiezione causato dal colpo di un'arma da fuoco,  si verifica una dissociazione della sostanza che produce molte goccioline piccolissime di dimensioni inferiori ad 1mm (spray), che vengono proiettate in direzione orizzontale non molto lontano.

Oltre a queste sono comunque presenti anche gocce più grosse, che raggiungono invece distanze maggiori.

Generalmente i proiettili sparati tramite le comuni armi da fuoco hanno velocità comprese tra i 170 m/s e i 600 m/s; in seguito al loro passaggio, i tessuti vengono dapprima compressi in maniera impulsiva e pressoché puntuale, quindi tesi ed infine lacerati, quando il proiettile li attraversa.

Se il proiettile oltre al foro di ingresso produce anche un foro di uscita, si formano due tipi di pattern: il forward spatter associato al foro di uscita e il back spatter associato al foro di ingresso.